Psicoterapia cognitiva costruttivista

La terapia cognitivo-comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) è attualmente considerata a livello internazionale uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione e il trattamento dei disturbi psicopatologici.
Tale approccio postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti evidenziando come i problemi emotivi siano in gran parte il prodotto di credenze disfunzionali che si mantengono nel tempo, a dispetto della sofferenza che il paziente sperimenta e delle possibilità ed opportunità di cambiarle, a causa dei meccanismi di mantenimento.

La teoria di fondo, sottolinea l’importanza delle distorsioni cognitive e della rappresentazione soggettiva della realtà nell’origine e nel mantenimento dei disturbi emotivi e comportamentali. Ciò implica che non sarebbero gli eventi a creare e mantenere i problemi psicologici, emotivi e di comportamento, ma questi verrebbero piuttosto largamente influenzati dalle strutture e costruzioni cognitive dell’individuo.
Ciò che caratterizza e distingue la psicoterapia cognitiva, infatti, è la spiegazione dei disturbi emotivi attraverso l’analisi della relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti.

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si propone, di conseguenza, di aiutare i pazienti ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà, al fine di sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali.
La CBT ha assunto il ruolo di trattamento d’elezione per molti disturbi psicologici, così come attestano recenti documenti diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

E.M.D.R.

Dal trauma psicologico alla sua rielaborazione   
L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and ReprocessingDesensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un trattamento psicoterapeutico scoperto nel 1989 dalla psicologa americana Francine Shapiro.

Utilizzato in origine per alleviare lo stress associato ai ricordi traumatici, ha avuto negli anni abbondanti ricerche cliniche coinvolgendo psicoterapeuti, ricercatori della salute mentale, neurofisiologi. Oggi è considerato il trattamento evidence-based per il DPTS (Disturbo da Stress Post Traumatico), validato da più ricerche e pubblicazioni di qualunque altra psicoterapia nel campo del trauma. È approvato, tra gli altri, dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010), dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2002 e dal 2003, dal nostro Ministero della salute. I vantaggi dell’EMDR sono la rapidità di intervento, l’efficacia e la possibilità di applicazione a persone di qualunque età, compresi i bambini. Particolarmente indicato nella cura delle conseguenze dei traumi, l’EMDR si è trasformato in un approccio sempre più raffinato, complesso e globale, in grado di affrontare gran parte dei disturbi psicologici.

L’approccio EMDR offre l’occasione di aiutare le vittime di trauma a rielaborare l’impatto emotivo dell’esperienza a cui possono andare incontro. In questo modo possono liberarsi dalle conseguenze psicologiche di eventi stressanti a cui possono essere stati sottoposti. Alla fine di una terapia breve e mirata, con l’EMDR i pazienti riescono a vedere tali esperienze in modo più costruttivo.

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Bio e Neurofeedback

Ascoltare e riorganizzare le nostre risposte
La terapia con Bio e Neuro-/EEG-Feedback (restituzione delle informazioni – “feedback” – dell’attività biologica – “bio” o elettroencefalografia “neuro- eeg”) è una tecnica con l’ausilio di apparecchiatura che consiste nell’apprendere come controllare alcune funzioni biologiche, che sono al di fuori del controllo volontario della persona e che vengono alterate in particolari condizioni patologiche. Si basa sul fenomeno della neuroplasticità – capacità che ha il nostro cervello di cambiare e riorganizzarsi attraverso l’esperienza – indotto dall’apprendimento volontario del paziente. In sede di trattamento/riabilitazione il paziente si allena a controllare le proprie risposte fisiologiche periferiche (frequenza cardiaca, respirazione, tensione muscolare, temperatura corporea, attività elettrodermica) e centrali (onde alfa, smr, beta, gamma) per curare, in maniera non invasiva, patologie di varia natura o per rinforzare abilità desiderate.

Come funziona la terapia con biofeedback e neurofeedback?
Il paziente è seduto in una comoda poltrona e osserva i propri segnali fisiologici in un monitor posto di fronte mentre ha appoggiati dei sensori che misurano la propria fisiologia. Correlate alle funzioni anatomo-fisiologiche obiettivo del trattamento, i segnali visualizzati dal paziente e sottoposti al controllo in esercizi – guidati dallo stesso (palestra mentale) attraverso un feedback in tempo reale di tipo visivo o acustico – permettono di trattare in modo più rapido e naturale il processo biologico alla base dei principali disturbi psicologici ed emotivi, e migliorare in questo modo la salute e il benessere. 

La terapia basata su Bio e Neurofeeback non è invasiva e non provoca dolore.
I protocolli di trattamento con Bio e Neurofeedback sono differenziati in base alla patologia o in base agli obiettivi personali o professionali (sport, azienda) dei singoli casi. C’è una vasta letteratura che conferma l’efficacia del bio e neuro feedback in caso di patologie come ADHD – disturbo da deficit dell’attenzione – e iperattività, ansia, attacchi di panico, fobie, balbuzie, bruxismo, cefalea di tipo tensivo, emicrania, dolore cronico e temporo-mandibolare, insonnia, fibromialgia, fatica cronica, sindrome da intestino irritabile. Si tratta di una terapia non farmacologica, non invasiva, senza effetti collaterali. Studi clinici hanno dimostrato che porta notevoli benefici clinici e produce miglioramenti stabili e duraturi nel tempo.